Extra Muros

Produzioni Fuorivia e Egea Music
presentano 

GIANMARIA TESTA

EXTRA MUROS

dal 19 febbraio su vinile (ed. lim.) e cd

Dopo l’uscita del primo disco di Gianmaria Testa, Produzioni Fuorivia e Egea Music annunciano l’uscita di Extra Muros, il secondo album della carriera del cantautore cuneese scomparso nel 2016 e secondo appuntamento della pubblicazione dell’intera discografia in una versione rinnovata e raffinata nella grafica. Come per Montgolfières sono in tanti ad attendere la pubblicazione del vinile 180g e del cd che ripropongono un disco per molti anni introvabile in Italia e che contiene alcune delle canzoni più belle della produzione di Testa.

 

Il disco era uscito unicamente in formato cd prima in Francia e poi in Italia nel 1996, primo fra i dischi dedicati alla canzone della neonata Tôt ou Tard (Warner Music) proponendo la cifra creativa di un autore in bilico tra sonorità jazz, folk e canzone d’autore, capace di raccontare piccole storie d’amore che diventano universali, aprire al tema dei viaggi vissuti o sognati, raccontare di personaggi quasi leggendari a braccetto con gli incontri casuali che lasciano un segno altrettanto importante. Nel disco anche un pezzo per chitarra e voce, in dialetto, La Ca Sla Colin-a, proprio in quegli anni nei quali le lingue locali trovano la strada per parlare a tutti.

 

Richard Robert, giornalista e critico musicale di Les Inrockuptibles, scrive introducendo questa nuova edizione “Riascoltando le canzoni di Testa, si capisce quanto questa musica non cessi mai di seguire un identico filo. Un filo fragile e sottile che Gianmaria non ha più abbandonato da quel giorno di festa e d’infanzia in cui scoprì per la prima volta la forza evocativa del canto… Il timbro delicatamente roco della voce, l’accuratezza degli arrangiamenti, la finezza senza trucco delle melodie e il grande calore degli strumenti acustici fanno di Extra Muros un album di una verità evidente. O, per essere più precisi, di una verità di volta in volta mormorante, parlante, lampante. Nelle stazioni italiane la parola francese “correspondances” si traduce felicemente in coincidenze. Come altrettante coincidenze, le canzoni di Testa posseggono una virtù preziosa che potrebbe quasi sembrare fortuita, talmente è leggera e senza ostentazione: ristabiliscono delle corrispondenze spesso dimenticate o trascurate fra i sentimenti e le note, una trama sotterranea fra gli uomini e il mondo.”

Paola Farinetti, moglie di Gianmaria Testa e manager di Produzioni Fuorivia, scrive “Molti di questi (lavori) con gli anni sono diventati rari, buoni solo per un’asta su eBay, e mi è parso un peccato. Tutti conservano infatti una misura, una freschezza di musica e parole -quelle parole che Gianmaria limava e rilimava-, che li rendono dei classici, sopravvissuti all’usura del tempo.”

 

Le pubblicazioni si susseguiranno una dopo l’altra fino ad abbracciare l’intera discografia di Gianmaria Testa. Montgolfières (1995) – 17 ottobre 2020; Extra-Muros (1996) – 19 febbraio 2021; Lampo (1999) – aprile 2021; Il Valzer di un giorno (2000) – luglio 2021; Altre Latitudini (2003) – ottobre 2021, Da questa parte del mare (2006) – gennaio 2022; Vitamia (2011) – aprile 2022.

www.gianmariatesta.com – www.produzionifuorivia.it – www.egeamusic.com

 

Extra Muros - Testi

 

Per accompagnarti
Ti accompagnerei
Giù fino in fondo a questo nostro
Strano giorno
Anche se tu
Sei come sei
E non mi ascolti
E ti confondo.
Per accompagnarti
Ti accompagnerei
Per quella specie di segreto
Che hai negli occhi
Ma intanto tu
Sei come sei
Chissà se vuoi che resti
O torni.

E intanto passano le notti
E dimenticano certi sogni
Sui nostri pavimenti
Chissà se quando sei partita
Ti ricordavi già di me
Chissà se tutto quel ch’ é stato vero
In fondo ancora adesso
Vero é…

Un po’ di là del mare c’ é una terra chiara
che di confini e argini
non sa
un po’ di là del mare c’ é una terra chiara
che di notti troppo scure
non ha sentito dire
un po’ di là del mare c’ é una terra sincera
come gli occhi di tuo figlio
quando ride
se vuoi restarmi insieme anche stasera

Di tutti i quadri che ho,
di tutti i quadri sei tu
la più enigmatica,
nudo di donna si, ma…
nudo di donna pero’
molto romantica,
impressionistica un po’
il rosso il giallo ed il blu
che sanno d’Africa
e vorrei
averti dipinta io
ma non cosi’,
a mano libera;
e vorrei
averti inventata io si,
pero’ non cosi’,
colori e musica.
Di tutti i sogni che ho,
dei mei miraggi sei tu
la piu improbabile,
isola persa nel blu
e riscoperta pero’
irraggiungibile
deserto barbaro che
sembra vicino e non c’ é
palmizi e nuvole;
e vorrei
averti trovata io
pero’ non cosi’
come un’ america,
e vorrei
averti scoperta io si,
pero non cosi’
come l’America

Non é così
non é così che vedo i giorni
ombre di passi senza te
e poi distanze, notti
e Alpi
cavalli di frisia
contro me
ma tu voli

Il mio gallo ormai non mi sveglia più
é molto vecchio e poi non distingue se
é giorno, sera
o notte.
io, per me, mi accontenterei
di un grido, di una voce,
di uno sputo di saluto,
ma lui dorme
e anche se non dorme non sa
s’é giorno
o notte.
da molto tempo ormai non t’incontro più
sei andata via e non mi hai detto se
un giorno, magari,
ritorni.
io, per me, non ti aspetterei,
ma mi manca un voce,
il tuo solito saluto
e tu che dormi
e anche quando dormi lo sai
s’é giorno
o notte

E’una notte di catrame
poche stelle verderame
e niente luna
un rovescio maledetto ed improvviso di fortuna
e sono qui
joking lady
come vedi
non ci riesco neanche adesso a dirti no
passeremo questa notte
bivaccando nel metr?
monopiazza di cartone
la valigia, il beverone
e poco fumo
a quest’ ora della notte non c’ ? quasi pi? nessuno
neanche qui
dirty lady
cosa credi
son gi? stato molto peggio di cos?
e non si dorme neanche male
nella pancia di Paris
alle sette di mattina
tout le monde ? gi? in vetrina
troppa luce
puoi restare se ti piace io mi vado a promenare
sui boulevards
crazy lady
quanto chiedi
per un’ ora di carezze in fondo a un bar
lascia andare, ? troppo caro,
non ? roba da clochards

Dentro l’acqua di questo torrente
così limpida e veloce scenderò,
fino a quando la mia montagna,
fino a dove questa montagna
si farà pianura,
molto lontano da questo cielo
così vicino che lo puoi toccare,
fino al punto esatto,
fino al punto dove
il fiume accarezza il mare,
ma chissà
dove il fiume incontra il mare.

tutte le stelle di questa montagna,
così piccole e vicine saluterò
fino a quando dalla pianura,
fino a quando non potranno
più sentire
e saro lontano da questo cielo,
così lontano da non poterci tornare,
molto vicino al punto,
al punto esatto dove
il fiume accarezza il mare,
molto vicino al punto,
molto vicino a dove
il fiume incontra il mare,

ma chissà
dove il fiume incontra il mare

Bella che non mi sembra vera
morbida come la neve
di questa nostra sera,
manca la luna chiara
e confondo la tua pelle scura
con la terra nera.
Tu con quella bocca
non mi sorridi mai
ma tutto quello che ti chiedo
mi concederai
in questa nostra sera.
voglio guardarti ancora
e carezzarti con la punta delle dita
per un’ ora intera,
vedi, la luna chiara
sta salendo e dolcemente questa notte
adesso ci colora.
Ma tu con quella bocca
non mi sorridi mai
ed io non so se quel che chiedo
mi concederai
in questa notte chiara.

Senti, lontano suona
sibilante una sirena
questa notte adesso ci abbandona,
forse la luna chiara
illuminando troppo il
ha raffreddato un poco l’atmosfera.
Tu con quella bocca
che non sorride mai
adesso ridi, mi saluti, te ne vai
da quest’avventura

La ca sla colin-a l’é bela
Maria la varda peui dis :
am piasrìa podèj catèla,
sarìa ‘l mè paradis!
L’é bianca la ca sla colin-a,
l’é bianca come ‘n linseul,
s’it la varde a smija ch’ a grigna,
l’é pròpi la ca che a veul.

L’é gròssa la ca sla colin-a,
tante stansie con finestre e pogieuj,
starìo pròpi bin là ansima
mi, mè òm e ij mè fieuj.

Mè pare fasìa ‘l murador
l’é mòrt ancora spòrch ëd càussin-a,
l’ha fala chiel la ca sla colin-a,
l’ha fala për quatr ësgnor.

E lor a ven-o d’istà
stan mach doi mèis peui van via,
la ten-o mach basta ch’a sìa
e mi a son sensa ca.

La ca sla colin-a l’é bela
Maria la varda peu dis :
mi podreu mai catèla,
për ij pòver a-i-é nen paradis!

Di questa città
un’altra città
sopra lampi e nuvole
sarà
e ti assomiglierà
ci assomiglierà
complicata e fragile
vivrà
ma non parlare più,
non parlare più
é tutta un’altra musica
e un’altra città
non parlare più,
non cantare più…

Il tuo amore,
amor,
e una ciminiera
rossa di mattoni
rossa
e dritta al cielo
e buca le caligini
e la sera
il tuo amore,
amor,
e una ciminiera

il tuo amore,
amor,
sa di vernice
verde di persiane
nuove
e di ringhiere
e risana anche la ruggine
tenace

il tuo amore,
amor,
sa di vernice.

il tuo amore,
amor,
e una castagna
che brucia sulle
mani
e riscalda una domenica
e ti sfama

il tuo amore,
amor,
e una castagna

… E non sapremo mai
da che segrete stanze
scaturisca il canto
e da quali lontananze, paure, rabbia,
tenerezza
o rimpianto
e da quale nostalgia
prenda voce e parta
questa lunga scia
che ancora adesso
e imprevedibilmente
ci porta
via

Musicisti :
Olivier Besenval : batteria
Claudio Dadone : chitarra
Pape Dieye : percussioni
Jon Handelsman : sax , clarinetti
Pier Mario Giovannone : chitarra
David Lewis : tromba, bugle, pianoforte
René Michel : fisarmonica, pianoforte
Juan Jose Mosalini Jr : bandonéon
François Moutin : contrebbasso
Leonardo Sanchez : chitarra
Gianmaria Testa : voce, chitarra
Quatuor Joachim: Zbigniew Kornovicz : violino
Joanna Rezler : violino
Diane Phoenix : viola
Laurent Rannou : violoncello

Produzione : Com’ Nicole Courtois Higelin
Direzione artistica : David Lewis et Gianmaria Testa
Registrato da Philippe Teissier du Cros
assistido da Pierre Guinot et Christian Richard
allo studio Gil Evans di Amiens
Missato allo studio Twin di Paris nel giugno 1996
Masterizzato da Jean-Pierre Bouquet, l’Autre Studio
Grafica : Muriel Raux et Frank Massein
Fotos : Martine Voyeux, Bruno Garcin-Gasser, Didier Cry
Edizioni : Quai n°3, 10 rue Malher 75004 Parigi

Tutti i diritti riservati

Distribuito da Warner Italia