IL PREMIO THE STAGE FOR ACTING EXCELLENCE SILVIA GALLERANO  IN
 
LA MERDA
DICRISTIAN CERESOLI PREMIO FRINGE FIRST FOR WRITING EXCELLENCE 


FRINGE FIRST AWARD 2012 FOR WRITING EXCELLENCE
THE STAGE AWARD 2012 FOR ACTING EXCELLENCE
ARCHES BRICK AWARD 2012 FOR EMERGING ART
TOTAL THEATRE AWARD 2012 (NOMINATION) FOR INNOVATION PREMIO DELLA CRITICA 2012 MIGLIOR SPETTACOLO
JOURNALISTS’ JURY AWARD GIOVANIREALTÀ DEL TEATRO AUDIENCE AWARD GIOVANIREALTÀ DEL TEATRO
EDINBURGH FRINGE SELL OUT SHOW 2012 AND 2013

una produzione FRIDA KAHLO PRODUCTIONS con RICHARD JORDAN PRODUCTIONS, PRODUZIONI FUORIVIA in collaborazione con SUMMERHALL (EDINBURGH) e TEATRO VALLE OCCUPATO (ROME)

L’opera che ha scioccato e meravigliato il mondo al Festival di Edimburgo 2012 vincendo, tra gli altri, il Fringe First Award for Writing Excellence per la scrittura a Cristian Ceresoli, il The Stage Award for Acting Excellence per l’interpretazione a Silvia Gallerano e l’Arches Brick Award for Emerging Art registrando il tutto esaurito sia nel 2012 che nel ritorno al festival del 2013, proseguendo con il clamoroso e scioccante successo di pubblico e critica in tutto il mondo, con Edimburgo, Copenhagen, Roma, Madrid, São Paulo, Milano, Glasgow, Berlino, Vilnius and Adelaide e il celeberrimo West End di Londra con quattro anni consecutivi di tutto esaurito, nonostante una sottile e persistente censura, in particolare in Italia. Il “brutale, disturbante e umano” testo sulla condizione umana già tradotto in numerose lingue di Cristian Ceresoli è stato considerato “straordinario” dal Times così come l’interpretazione “sublime e da strapparti la pelle di dosso” di Silvia Gallerano definita “straordinaria” dal Guardian. si manifesta come uno stream of consciousness dove si scatena la bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio, di aprirsi un varco nella società delle Cosce e delle Libertà. La Merda ha come spinta propulsiva il disperato tentativo di districarsi da un pantano o fango, ultimi prodotti di quel genocidio culturale di cui scrisse e parlò Pier Paolo Pasolini all’affacciarsi della società dei consumi. Quel totalitarismo, secondo Pasolini, ancor più duro di quello fascista poiché capace di annientarci con dolcezza.

“Che cos’è La merda? La risposta più semplice potrebbe essere: un monologo. Il flusso di coscienza senza filtri di una giovane che tenta disperatamente di realizzare se stessa strappando una piccola parte a un provino per una pubblicità. La scintilla che innesca questa dinamica interiore pone sin da subito il fuoco su un esemplare umano solo superficialmente grottesco: è condividendo il viaggio interiore di questa femmina determinata e sola che si giunge al punto, alla presa di coscienza di quanto vuoto e crudele sia lo scenario davanti al quale muove le labbra, agita il corpo, prorompe in urla viscerali. Lei è noi. Lei è figlia di una società vuota, priva di direzione, di scopo, di valori. Lei è l’ultimo disperato tentativo dell’Uomo di riconquistare la propria perduta umanità. Silvia Gallerano maneggia con estrema dedizione un testo che è sublime nella partitura e lacerante nel narrato. Non c’è calo di tono, né una sola scelta semplice nelle parole scolpite da Ceresoli in quello che è a tutti gli effetti manifesto di una generazione. Ogni frase è frutto di minuziose scelte lessicali, ogni passaggio un lento scivolare nel gorgo della follia che avvolge con le proprie spire la protagonista senza nome e chiunque abbia la fortuna di vederla sul palco. […] La Merda è necessaria, tanto necessaria quanto lo può essere l’espressione più viva e vera dell’Arte. La Merda è Arte Teatrale, qualcosa che rimane e rimarrà. La Merda è la fine del teatro e la nascita di un nuovo teatro. Capita, forse, una volta nella vita di assistere a qualcosa che segni un passaggio storico. La Merda rappresenta uno di quei momenti. Spiace constatare che, come spesso accade, sia stato qualcun altro ad accorgersene prima di noi italiani. Quel che conta ora è tenersi stretti Ceresoli e Gallerano: un altro teatro è possibile. Un altro teatro è necessario. Un altro teatro è vivo.”
Massimo Monticone- www.freetime.weeknewslife.com – 13 aprile 2015

“Piéce brutale, incontinente, chirurgica”

El País – 19 marzo 2015

“La Merda, spettacolo figlio della splendida penna di Cristian Ceresoli e dell'interpretazione che stronca il fiato di Silvia Gallerano”

Il gazzettino, Ed Belluno – 18 aprile 2015

“Un corpo nudo non è solo un corpo: è la messa in scena dell’esistenza spoglia, nuda, ma niente è più nudo della complessità messa in mostra, lontana e inafferrabile. […] Questa volta il nudo, esperimento non nuovo nel teatro italiano, si riversa sugli spettatori trovando il limite non più nel corpo di Silvia Gallerano, corpo nudo scomparente, ma in ogni singola persona. Il passaggio delle parole è gesticolare, ogni singola frase passa attraverso il corpo e si riversa nel corpo di chi ascolta seduto su sedie che potrebbero anche essere degli sgabelli da circo. Il testo scritto dai Cristian Ceresoli ad una prima lettura semplice e diretto, cela nelle sue pagine una ricercatezza ritmica (e non solo, anche strutturale) che muove il corpo stesso di Silvia Gallerano, le parole e il talento attoriale si intrecciano perché sembra che le parole necessitino di movimento e il movimento necessiti del verbo. […] Tutto è necessario, tutto è organico e sembra essere nel posto giusto, è il soggetto, mostruoso nella sua fame d’affermazione di sé sopra ogni cosa, che sembra non possa avere altro spazio se non lo sgabello da circo. Le persone si ritrovano ad esser parte, se non quasi protagonisti, della macchina teatrale fatta di parole e azioni, quindi assolutamente vitale, che mettono in scena Cristian Ceresoli attraverso la scrittura e Silvia Gallerano attraverso il corpo attoriale”

Luca Romano Repubblica.it / Blogautore Libri Bari – 8 dicembre 2013

Disponibilità: marzo 2017 e su richiesta