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PRODUZIONI FUORIVIA

presenta   

 

LA MAGLIA NERA

gesta e ingegno di Luigi Malabrocca
 
scritto e interpretato da Matteo Caccia
musiche originali di Gianni Coscia
regia di Rosario Tedesco

 

 

Atto unico.
Un unico attore sul palco.
Scenografia inesistente: solo una strana bicicletta ed una brocca d'acqua.



 

Questo è "La Maglia Nera", spettacolo teatrale scritto ed interpretato dal bravissimo Matteo Caccia. Un viaggio a tappe - 6, per la precisione - nel mondo del ciclismo d'altri tempi, quello degli eroi e delle imprese, quello dei corridori che andavano alle corse in treno, dormendo lungo i vagoni abbracciati alle loro biciclette, quello di Coppi e Bartali (ma anche quello dell'Italia post-bellica divisa tra PCI e DC, quello della Jugoslavia in cui i ciclisti italiani, oltre a correre in bicicletta, arrotondavano lo stipendio vendendo di contrabbando tutte quelle merci che il regime di Tito aveva vietato, dei ciclisti che per lavoro facevano i muratori o i garzoni di macelleria). Un mondo che oggi potrebbe apparire surreale, che ci viene presentato attraverso gli occhi del grande Luigi Malabrocca, il "Cinese" di Garlasco (scomparso meno di un anno fà), famoso non tanto per le sue doti di ottimo ciclista, ma per essere un abitueé dell'ultimo posto nella classifica del Giro d'Italia, peculiarità che gli permise di costruire la sua popolarità e di prendersi soddisfazioni anche sul piano economico. In particolare, nel giro del 1949, la sua rivalità col muratore vicentino Sante Carollo (scomparso nel 2004) per la corsa all'ultimo posto appassionò l'Italia tanto quanto quella che c'era in testa alla corsa, tra Coppi e Bartali.
In un momento storico in cui gli italiani si sentivano “ultimi”, era facile per la gente ai bordi delle strade affezionarsi a quel reietto che arrivava in fondo, arrivava ultimo ma arrivava, e l’unico modo in cui potevano premiarlo era attraverso i doni che conoscevano: salami, damigiane di vino, d’olio, formaggi e animali.                                                             
Una figura che dopo aver dato prestigio al ruolo dell’ultimo, elevandolo per la prima volta al rango dei primi, si concesse il lusso di vincere 2 campionati italiani di ciclo campestre, il ciclismo di campagna, regalando agli italiani un insperato sapore di riscatto e una nuova sensazione di speranza.

 

Scritto ed interpretato da Matteo Caccia, nel solco del teatro di narrazione, “La maglia nera” è una storia “di sfondo” che racconta un pezzo d’Italia attraverso la vita sportiva e umana di un ciclista, un uomo, un italiano degli anni ’50, che con la semplice intenzione di fare la SUA storia è stato in grado di rappresentare LA storia. Quella di un paese piegato ma pieno di volontà e coraggio. La storia del nostro paese.

 

   

 

 

 







 
BIOGRAFIA MATTEO CACCIA

Nato a Novara il 24 luglio 1975

Vive a Milano.

 

TEATRO

Diplomato presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano.

 

Inizia lavorando con Antonio Sixty, Andrea Taddei, Massimo Navone.
Nel 1999 conosce Antonio Latella che lo convoca insieme ad altri giovani attori e insieme, per formare un gruppo di lavoro con cui mettono in scena testi classici e contemporanei.
Romeo e Giulietta, Amleto, di W. Shakespeare, Stretta sorveglianza di J. Genet per i quali vincono il premio UBU nel 2001.
Collaborano con diversi teatri e produzioni da Elsinor di Forlì, al Teatro OUT OFF di Milano, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli
Nel 2003 sono chiamati dal Teatro Stabile dell’Umbria per cui mettono in scena testi elisabettiani Shakespeare, La tempesta e poi Edoardo II di C. Marlowe.
 
Nell’autunno 2006 debutta con lo spettacolo narrato: La maglia nera, un monologo scritto ed interpretato, che racconta la vita e le gesta di un ciclista degli anni ’50, divenuto famoso per aver scoperto che era più facile accaparrarsi le simpatie della gente arrivando ultimo piuttosto che ennesimo, meritandosi così il titolo di “maglia nera”.
Il racconto è accompagnato dalle musiche originali per fisarmonica di Gianni Coscia.
 
Si accosta alla scrittura dedicandosi alla stesura di racconti brevi grazie ai quali si merita un premio ad un concorso organizzato dalla rivista Musica e dal Festival ArezzoWave, ed una segnalazione al Mei (meeting etichette indipendenti)
 
Nel 2005 comincia a scrivere per il teatro e il suo primo testo Hotelofficina è finalista del premio Riccioneteatro.

 

RADIO

Comincia a lavorare in radio presso l’emittente Radio Popolare di Milano, per cui è prima inviato della trasmissione satirica Sansone, e poi diventa autore e conduttore di programmi
Nel 2001 viene chiamato a  Radio2 Rai, per cui da allora è autore e conduttore del programma estivo Aria Condizionata, trasmissione di intrattenimento e attualità.