
CANZONI,
APPUNTI DI VITA, IL RITORNO DI LOCASCIULLI
di Felice Liperi
da LA REPUBBLICA, 31 gennaio 2004
“Canzoni
come appunti della memoria, sfumature sognanti, racconti e fotografie
di vita quotidiana in “Piano piano” il nuovo album
di Mimmo Locasciulli, che il cantautore viene a presentare questa
sera all’Auditorium-Parco della Musica. Sarà un concerto
particolare perché con Mimmo Locasciulli, oltre al fedele
contrabbassista Greg Cohen, saranno presenti come ospiti alcuni
musicisti vecchi amici di Locasciulli: Francesco De Gregori e
Enrico Ruggeri (tra l’altro co-autori di «Olio sull’acqua»
uno dei brani presenti in Piano piano); Andrea Mirò, già
ospite come interprete dell’album precedente di Mimmo, Aria
di famiglia, e Bune Huber, leader della Patent Orchestra, complesso
della Svizzera tedesca legato al cantautore da un intenso rapporto
di collaborazione.
A più di due anni dalla pubblicazione dell’album
Aria di famiglia arriva questo nuovo lavoro, totalmente acustico,
registrato da Locasciulli negli studi della Hobo Recording con
11 nuovi titoli…La tessitura musicale dell’album è
scarsa ed essenziale affidata quasi esclusivamente al pianoforte
e alla voce di Locasciulli supportati dal contrabbasso di Greg
Cohen e da pochi altri strumenti rigorosamente acustici.
Le atmosfere sonore evocano il folk e il jazz, il pop e la canzone,
per raccontare «piano piano» una serie di sensazioni
e pensieri presi dalla quotidianità più privata…”
LOCASCIULLI , IN CONCERTO PIANO
PIANO.
di Fabrizio Zampa
da IL MESSAGGERO, 30 gennaio 2004
“Di questi tempi intitolare un album Piano piano è
quasi una follia, anche se c’è tanta gente che nel
grande frastuono generale ha ancora voglia d’eleganza, di
musica che dica qualcosa, insomma musica intensa e insieme leggera
che scivoli con naturalezza nell’orecchio e nel cuore. Così
Mimmo Locasciulli, cantautore abruzzese romano d’adozione,
non ha avuto dubbi e il suo disco, che segue di oltre due anni
il precedente Aria di famiglia, si chiama appunto Piano piano.
Il titolo ha diversi significati: vuol dire che il cd ha un suono
tutto acustico, che Mimmo oltre a cantare “piano”
suona il piano, che con lui ci sono il fedele Greg Cohen (storico
bassista di Tom Waits) e pochissimi altri strumenti, che i brani
del disco raccontano sensazioni e pensieri cantati in totale libertà.
Domani al Parco della Musica… Locasciulli presenta ufficialmente
il suo ultimo nato, e sarà un concerto da non mancare sia
perché gli appuntamenti con il cantautore sono sempre di
notevole qualità, sia perché con lui ci sono ospiti
di tutto rispetto: oltre a Greg Cohen ci saranno anche Francesco
De Gregori e Enrico Ruggeri (coautori con Mimmo di uno dei brani
inediti dell’album, Olio sull’acqua), Andrea Mirò
(che in Aria di famiglia ha interpretato un ottimo brano, Due
amiche) nonché Bune Huber, leader della band svizzero-tedesca
Patent Ochsner, che negli ultimi tempi ha collaborato parecchio
con Mimmo.
Come dire che il concerto sarà una sorta di festa tra amici,
tra musicisti che esplorano gli stessi sentieri, specie De Gregori
(per i più giovani quelle inconfondibili note di pianoforte
che aprono La donna cannone, una delle più belle canzoni
di Francesco, le suonava proprio Mimmo), una serata che vi consentirà
di conoscere uno di quei rari album pensati e fatti con calma,
infischiandosene delle scadenze imposte dal marketing. Non per
niente a pubblicare il disco è Fuorivia, la stessa etichetta
degli album di Gianmaria Testa, un altro che lavora con calma…”
MIMMO LOCASCIULLI E GREG COHEN
di Alessia Pistolini
da L’ISOLA CHE NON C’ERA, novembre 2003
“
Mimmo Locasciulli maneggia la forma canzone con rara maestria.
Non è il caso di disperdere le energie alla ricerca di
una originalità a tutti i costi, sgretolando i contorni
per isolare gli elementi costitutivi (ritmo, armonia, melodia),
oppure analizzando i testi con sguardo da letterato esigente.
La sua grande capacità compositiva sta nel risultato globale,
nell’assemblamento di questi elementi, nel perfezionismo
con cui vengono lavorati: è l’attenzione riservata
al suono delle parole, è il sapiente appoggio degli accenti,
è la personalità di tocco sul pianoforte, è
il calibrato uso dei timbri strumentali, è la delicatezza
con cui i sentimenti e i momenti d vita vengono raccontati. Insomma
un’elaborazione accurata dei suoni e delle parole che punta
direttamente all’emozione, utilizzando le sonorità
calde di jazz, blues e ragtime. Vederlo in concerto è un’esperienza
da vivere. Per fortuna lui è in tour da diverso tempo,
all’incirca da quando, lo scorso anno, è uscito il
doppio CD Aria di famiglia che raccoglie parte della sua produzione
riarrangiata e con l’aggiunta di alcuni splendidi inediti,
a confermare la vitalità della vena creativa. Il tour prevede
due diverse formazioni: una è la Band, con batteria, chitarre
e tastiere; l’altra, molto ridotta e più sofisticata,
è il duo Locasciulli-Cohen. Con questo celebre compagno
di viaggio – già da molti anni al fianco di Tom Waits
– Locasciulli ha una consuetudine di suoni e sguardi di
intesa che sono ormai parte dello spettacolo: abbracciato al suo
contrabbasso, gli occhi grandi e divertiti, Greg Cohen duetta
con lui esaltandone i passaggi al pianoforte, e solo di rado emerge
a mostrare al sua straordinaria abilità…”
LOCASCIULLI,
È DI SCENA LA MUSICA D’AUTORE
di Simona Rubeis
da ROMA ONE, 1 agosto 2003
“…L’artista
abruzzese si è esibito mercoledì sera al Club La
Palma assieme a Greg Cohen, grande contrabbassista, arrangiatore
e band leader di Tom Waits. Il duo affiatato e legato da un rapporto
di lunga data, ha così chiuso la rassegna “Dolce
vita Jazz Festival” che ha ospitato grandi nomi del panorama
artistico internazionale.
Il clima è quello raccolto del piano bar, dove le canzoni
non vengono accompagnate da gridolini di fan in visibilio, ma
dal battito di mani di ascoltatori attenti alle sfumature proposte…Non
c’è dubbio, le emozioni sono diverse – anche
se non per questo meno forti – di quelle di un concerto
con tanto di band. Ed in un’atmosfera semplice come quella
della Palma , non può non emergere con maggiore chiarezza
la purezza della canzone, la maestria dell’esecuzione musicale.
In più Locasciulli è un’artista capace di
creare un rapporto speciale con il suo pubblico, un filo rosso
lungo il quale scorre un fluido intenso di emozioni e sensazioni.
Le sue sono storie dolci e delicate, che raccontano ricordi, desideri,
vissuti personali. Ed ognuna viene supportata da una musica raffinata,
caratterizzata da una classe che altrove è difficile trovare.”
PRENDETE LOCASCIULLI: CHI L’HA
DETTO CHE NON SI VIVE FUORI DAL CIRCO?
di Lorenzo Neri
da L’UNITÁ, 17 luglio 2003
“
Debutta questa sera (GIOVEDÌ 17/7) a Napoli, nel festival
Momenti in libertà, la nuova tourné di Mimmo Locasciulli
protagonista in duo acustico con il grande contrabbassista americano
Greg Cohen: una formula che ha riscosso un buon successo nel mini
tour dei mesi scorsi fra Italia e Svizzera. Un ritorno “live”
di Locasciulli che segue il bellissimo, intenso album Aria di
famiglia che ha confermato l’intelligenza poetica - sensibile,
sussurrata, evocata - del cantautore, lontano da logiche di mercato
e dentro le speranze del nostro tempo...”
COMPAGNO DI VIAGGIO, CANTORE DEL
TEMPO
MIMMO LOCASCIULLI E LA POETICA DELLA LUCE SEMPLICE
di Isabella Maria Zoppi
da “L’isola che non c’era” – n°
27 - ottobre 2002
“
Come diceva il filosofo illuminista Diderot, le parole sono lampi
che illuminano la verità delle cose. Le parole che un uomo
scrive per sé e che sceglie di cantare illuminano il paesaggio
interiore e ricompongono da mille tessere una versione della verità
che corrisponde alla propria visione del mondo. Le canzoni, le
parole di Mimmo Locasciulli sono boe colorate, segnali di fumo,
lettere di passione, foto ricordo, appunti stracciati e ricomposti
nel luogo della memoria e della musica. Ironia, tenerezza, indignazione,
allegria. E malinconia della testimonianza, e speranza nella costruzione
del futuro - nella Piccola luce (1980). Sono trame minime che
rivelano un’esistenza bilanciata tra esperienza e riflessione,
rispecchiano le piccole grandi verità di una poetica del
quotidiano, raccontano di una storia che va letta e riletta come
si guarda andare e andare, ancora, l’acqua di un fiume,
come se la voce che ci accompagna fosse un poco anche la nostra,
come se l’occhio che ci dipinge ci vedesse anche le ossa
e gli anni, come se la melodia ci chiamasse perché già
sapeva il nostro nome. In fondo, chi può vedere che "Dietro
la faccia delle persone /c’è una nave che parte,
una buona occasione" (La faccia delle altre persone, 1985),
è un artigiano di parole che non si rifugia in una visione
del mondo esclusiva, ma coltiva il dono di forgiare dall’intensità
del singolo la realtà dei molti. L’analisi del corpus
dei testi scritti e cantati da Locasciulli in quasi trent’anni
di carriera rivela una notevole unità di intenti e di espressione,
rimasta intatta anche dove la maturità e l’esperienza
hanno mitigato la freschezza e l’immediatezza delle prime
prove…
Con una lirica piana e familiare, resa tipica dall'alternarsi
di cadenze familiari e improvvisi scarti poetici, i testi dell'artista
abruzzese raccontano una pacata urgenza del dire che comprende
in un unico sguardo il cammino e la riflessione…”
ARIA DI FAMIGLIA
di Paolo Carù
Buscadero n° 237 – Luglio/ Agosto 2002
“
Mimmo Locasciulli è uno dei pochi cantautori italiani che
ho sempre seguito. Nella sua musica c’è qualche cosa,
ad esempio l’uso continuo del pianoforte, che mi ha sempre
attratto e che, nel contempo, lo ha reso abbastanza unico nel
panorama italiano.
Ha una discografia corposa, quattordici album in quasi vent’anni,
alcuni decisamente belli, altri più di routine: ma qualunque
cosa si possa pensare di Mimmo, è inequivocabile che ci
troviamo di fronte ad un autore vero, di caratura internazionale.
La strumentazione, piano in primis, è semplice ed equilibrata,
mentre le canzoni hanno un’impronta molto personale…
Le variazioni melodiche di Mimmo mi ricordano certi lavori di
fino che un grande come Nicky Hopkins era solito fare un paio
di decadi fa. L’intelligenza dell’autore sta proprio
nel saper mischiare,in modo assolutamente naturale, la vena melodica
tipicamente italiana con un suono che italiano lo è ben
poco. Ed i risultati gli danno ragione.
Aria di famiglia è un doppio album in cui l’autore
ripercorre la sua carriera. Venti dei suoi brani più noti
e quattro canzoni nuove, il tutto registrato di nuovo in album
doppio che costa come un singolo: una bella operazione che certamente
darà parecchie soddisfazioni all’autore.”
MIMMO E GREG, LE NOTE VOLANO FRA
LE STELLE
di Oliviero Marchesi
da LIBERTÀ, 21 maggio 2002
“Un
gruzzolo di belle canzoni, dotate di personalità vera e
di quell’ineffabile qualità che permette a una melodia
con un po’ di parole attaccate di resistere al tempo. Una
voce meravigliosa, virile ed espressiva. Persino una bella faccia,
di quelle che piacciono molto ai fotografi. Chissà come
mai Mimmo Locasciulli non ha mai raccolto in Italia il successo
di massa che avrebbe meritato più di diversi suoi colleghi
cantautori (o assimilati) benedetti da classifiche di vendite
più benevole.)…Eppure non riuscirebbero a trovare
una risposta i meno di cento spettatori che ieri sera si sono
raccolti al Teatro dei Filodrammatici per uno dei più bei
concerti di musica d’autore che la nostra città abbia
assaporato negli ultimi tempi: l’esibizione acustica tenuta
da Locasciulli al pianoforte, in duo con il glorioso contrabbassista
losangeleno Greg Cohen…Al Filodrammatici hanno sfilato,
riscaldate da quella voce bella e roca, da un “blue piano”
da brividi e da un contrabbasso monumentale, tante gemme vecchie
e nuove Intorno a trentanni, la bellissima Piccola luce, una torrida
Il treno della notte con tamburo e armonica, quella Gli occhi
che il nostro predilige, il fantastico duetto-siparietto di Arte
moderna, i bis Alice è felice e Aria di famiglia (che dà
il titolo al suo album in uscita). Malinconiche riflessioni sul
tempo che scorre via condite dallo splendido umorismo del Nostro,
che sembra ridere delle sue stesse lacrime (come nella swingata
Pixie Dixie Fixi che segue il magone della dolcissima Natalina)
con l’unica consolazione delle stelle e della luna che brillano
al fondo di quasi ogni sua canzone.”
PER PIANO E…
di Alberto Bazzurro
da Ritmo, marzo 2002
“…Snocciolando
una ventina di brani più o meno noti, il medico –
cantautore abruzzese ha confezionato una performance di notevole
intensità in cui la sua vocalità ruvida, suggestiva,
e il suo pianismo rigoglioso e rotondo si sono fusi in maniera
particolarmente felice. Fra le canzoni presentate, sono da menzionare
almeno Povero me, resa celebre da Francesco De Gregori, Confusi
in un playback, scritta con Enrico Ruggeri, Arte Moderna, ideata
per (e con) il Quartetto Cetra, e poi ancora Siamo noi, Cara Lucia,
Tango dietro l’angolo, Vienna 1936, nella quale ultima emerge
quanto mai nitida l’influenza esercitata- e del resto ampiamente
dichiarata – da Tom Waits. Una serata da incorniciare, ,
quindi, anche in attesa del doppio CD che Locasciulli pubblicherà
a brevissima scadenza, inserendovi alcuni inediti accanto a brani
noti (fra cui certamente più d’uno di quelli snocciolati
al Folkclub) in versioni nuove di zecca. Lo aspettiamo con interesse.”
LOCASCIULLI & GREG COHEN
CANZONI IN CONCERTO
di Riccardo Rinetti
(1989)
“…In una stanza piccola, con poca luce e tanti ed
che si rincorrono tra amplificatori e registratori. Escono le
prime note, un po’ timide. Poi ci si lascia andare sempre
di più, con Greg che arriva ad avventurarsi sulla fisarmonica
e Locasciulli che, di tanto in tanto, torna alla chitarra-vecchio-amore.
Funziona. Le emozioni della musica diventano immediatamente più
forti della timidezza. Sono emozioni diverse da quelle che può
regalare un disco o un’esibizione "live" con tanto
di band. Le canzoni appaiono “nude", la melodia ritrova
tutta la propria purezza, la massima sincerità. Un’atmosfera
quasi sempre riservata ai soli musicisti che Locasciulli e Cohen
hanno deciso di svelare in una tournèe teatrale con una
dimensione quanto mai sincera, intensa, ‘privata".
Canzoni in concerto per voce, pianoforte, contrabbasso ed altro
per riscoprire l’anima autentica della musica e delle parole
di Locasciulli, e per conoscere la magia di uno dei più
originali ed intensi contrabbassisti del panorama musicale mondiale:
Greg Cohen.”